lunedì 16 agosto 2010

Disegnino di seppiablù

Pera al noncioccolato (alberino)
Seppiablù cotta con cavolo cappuccio viola
Uova di lampone

venerdì 11 giugno 2010


L'ultima (ponderata) follia di Askos Il cheesecake "fishcake" di palamita

martedì 8 giugno 2010


Cruda o farcita, la palamita non delude

E il Trofeo resta a San Vincenzo con Paolo Orazzini

SAN VINCENZO. Cruda, marinata, cotta a bassa temperatura, in agrodolce, farcita, panata, accompagnata da verdure, salse o con la pasta, tagliata in filetti, a tocchetti o battuta al coltello come una tartare, trattata secondo tradizione o presentata in accostamenti inediti: non hanno deluso le aspettative i cuochi che hanno interpretato la palamita nella prima gara di cucina "La Palamita è servita". In occasione della festa che da nove anni San Vincenzo dedica al tipico pesce della costa tirrenica "Tutti pazzi per la palamita". Ad aggiudicarsi il trofeo (e la possibilità di organizzare il pranzo d'onore la prossima edizione dell'evento) è stato Paolo Orazzini, del ristorante Askos di San Vincenzo che ha così tenuto il premio in città, nonostante la concorrenza di altissimo livello dei colleghi in trasferta. Infatti, oltre ai ristoranti sanvincenzini - Number One, La Campigiana, Il Sale, La Principessa, Nettuno, Paradisino Beach e La Veranda di Riva degli Etruschi - molti erano i cuochi arrivati da tutta la provincia: da Piombino c'era Al Baccanale, da Cecina Bagatelle e Scacciapensieri, da Suvereto Dal Cacini e Le Nuvole, da Castagneto Carducci Miramare e La Tana del Pirata. Protagonista in ogni piatto, questo pesce azzurro della famiglia degli sgombroidi, ricco di omega 3 preziosi per la salute, gustoso come il tonno (di cui è parente), amato dai bimbi perché ha poche spine. Da sempre risorsa ittica della costa toscana, il "tonnetto del Tirreno" è tutelato come presidio Slow Food e San Vincenzo vanta una tradizione di lavorazione della palamita. Per questo, da un'idea di Fulvio Pierangelini, nove anni fa nacque l'idea di valorizzarlo con una festa. E i cuochi in gara hanno saputo esaltarne bene le qualità, presentando tutti piatti di livello. Certo, Orazzini ha portato un quid in più. Per convincere la giuria capitanata dal giornalista Davide Paolini, il noto gastronauta di Radio 24, ha preparato "Spaghetti con bottarga e garum di Palamita": oltre che alla precisa cottura della pasta, al profumo del finocchietto selvatico e delle fave e all'armonia del pecorino etrusco, è stata vincente l'idea della bottarga di palamita (confezionata dallo stesso Orazzini) e del garum. Rivisitando un'antica salsa romana a base pesce fermentato, Orazzini ne ha creato un fac simile con la ventresca di palamita, dal sapore intenso che ricorda la pregiata colatura d'alici. Oltre al sapore del piatto ha quindi colpito la ricerca e lo studio che l'hanno preceduto. Doppia festa per San Vincenzo, dunque, che poi ha festeggiato sia la palamita che l'arrivo della bandiera blu con un pranzo firmato da Deborah Corsi e da Fulvietto Pierangelini
21 maggio 2010

martedì 21 aprile 2009

Dicono di noi

askos - san vincenzo (li)
Tonno e cinghiale coppia vincente
di Ciro De Cecco
Raccontare la cucina di Paolo Orazzini non è facile. I suoi piatti sono folli e geniali, imprevedibili, assolutamente fuori dagli schemi.Il suo ristorante, Askos (è il nome di un vaso etrusco), a San Vincenzo, è un viaggio imponderabile. Con un punto fermo, però: la qualità. "Parte tutto da lì, dall'assoluta qualità dei prodotti che poi io lavoro e trasformo" spiega Paolo.Siamo al mare, in cucina c'è soprattutto pesce. La specialità sono gli affettati di mare (soprassata, finocchiona e lonzino di tonno), l'imperdibile porketta, anche questa di tonno, oppure il roast beef di tonno e la ribollita di mare (buonissima).Ci sono anche piatti che mescolano carne (cinghiale) e pesce, ci sono formaggi che si trasformano, sapori, profumi, tentazioni. Lasciatevi guidare. Ma, soprattutto, assaggiate, toccate, annusate, curiosate. E se c'è qualcosa che non vi piace, diteglielo, Paolo lo apprezzerà.Il ristorante è nel centro pedonale di San Vincenzo, in sala c'è la moglie Betty. In estate si può mangiare all'aperto e c'è anche un servizio da asporto. Anzi, quest'anno Paolo ha deciso di allargare l'offerta, soprattutto a pranzo, proponendo una scelta più ampia a prezzi contenuti."Pranzo veloce a prezzi low cost" annuncia. Tra questi anche i suoi piccoli panini scoglio e lampone, lonzino di tonno e grattachecca di tzatziki, oppure sorbetto alla mela verde, tonno e insalata gentile. "Mi piacerebbe trasmettere la filosofia del mio ristorante, un locale fuori dal comune, dove si mangia sano e si provano piatti assolutamente nuovi" dice ancora Paolo.Onesti i ricarichi sul vino, tutti fatti in casa i dolci (anche qui si sperimenta un po'...) e durante la settimana si può pranzare con 9 euro (un piatto più acqua e caffè). Sempre consigliata la prenotazione.
vinoecucina@repubblica.itLA SCHEDA
Indirizzo: corso Vittorio Emanuele II, 10 - San Vincenzo (Livorno). Telefono: 0565-704651. Giorno di chiusura: da aprile a settembre mai. Ferie: a febbraio. Orario cucina: dalle 12 alle 15 e dalle 20 alle 23.30. Coperti: 32 all'interno e 32 all'esterno. Carte di credito: tutte. Cucina: prevalentemente piatti di pesce, assolutamente innovativa. Possibilità di acquistare piatti da asporto. Prezzo medio: 45 euro per un pasto completo senza vino. A pranzo, escluso il fine settimana, c'è un'offerta a 9 euro (un primo o un secondo più acqua e caffè).
(12 aprile 2009)