Pera al noncioccolato (alberino)Seppiablù cotta con cavolo cappuccio viola
Uova di lampone
Discutiamo del serio gioco gastralchemico che possiamo creare utilizzando elementi semplici e naturali non solo fine a se stesso ma atto a raggiungere quel pizzico di edonismo che occorre per distaccarsi dalla condizione arretrata dell’andare sul consueto per la paura del nuovo, cosa che potremmo definire una sorta di razzismo nei confronti del gusto ......................................................Fto. Paolo Orazzini

E il Trofeo resta a San Vincenzo con Paolo Orazzini
SAN VINCENZO. Cruda, marinata, cotta a bassa temperatura, in agrodolce, farcita, panata, accompagnata da verdure, salse o con la pasta, tagliata in filetti, a tocchetti o battuta al coltello come una tartare, trattata secondo tradizione o presentata in accostamenti inediti: non hanno deluso le aspettative i cuochi che hanno interpretato la palamita nella prima gara di cucina "La Palamita è servita". In occasione della festa che da nove anni San Vincenzo dedica al tipico pesce della costa tirrenica "Tutti pazzi per la palamita". Ad aggiudicarsi il trofeo (e la possibilità di organizzare il pranzo d'onore la prossima edizione dell'evento) è stato Paolo Orazzini, del ristorante Askos di San Vincenzo che ha così tenuto il premio in città, nonostante la concorrenza di altissimo livello dei colleghi in trasferta. Infatti, oltre ai ristoranti sanvincenzini - Number One, La Campigiana, Il Sale, La Principessa, Nettuno, Paradisino Beach e La Veranda di Riva degli Etruschi - molti erano i cuochi arrivati da tutta la provincia: da Piombino c'era Al Baccanale, da Cecina Bagatelle e Scacciapensieri, da Suvereto Dal Cacini e Le Nuvole, da Castagneto Carducci Miramare e La Tana del Pirata. Protagonista in ogni piatto, questo pesce azzurro della famiglia degli sgombroidi, ricco di omega 3 preziosi per la salute, gustoso come il tonno (di cui è parente), amato dai bimbi perché ha poche spine. Da sempre risorsa ittica della costa toscana, il "tonnetto del Tirreno" è tutelato come presidio Slow Food e San Vincenzo vanta una tradizione di lavorazione della palamita. Per questo, da un'idea di Fulvio Pierangelini, nove anni fa nacque l'idea di valorizzarlo con una festa. E i cuochi in gara hanno saputo esaltarne bene le qualità, presentando tutti piatti di livello. Certo, Orazzini ha portato un quid in più. Per convincere la giuria capitanata dal giornalista Davide Paolini, il noto gastronauta di Radio 24, ha preparato "Spaghetti con bottarga e garum di Palamita": oltre che alla precisa cottura della pasta, al profumo del finocchietto selvatico e delle fave e all'armonia del pecorino etrusco, è stata vincente l'idea della bottarga di palamita (confezionata dallo stesso Orazzini) e del garum. Rivisitando un'antica salsa romana a base pesce fermentato, Orazzini ne ha creato un fac simile con la ventresca di palamita, dal sapore intenso che ricorda la pregiata colatura d'alici. Oltre al sapore del piatto ha quindi colpito la ricerca e lo studio che l'hanno preceduto. Doppia festa per San Vincenzo, dunque, che poi ha festeggiato sia la palamita che l'arrivo della bandiera blu con un pranzo firmato da Deborah Corsi e da Fulvietto Pierangelini